
I comunisti vincono le elezioni in Moldova
Violenti scontri nella capitale provocati dai manifestanti anticomunisti
Domenica scorsa si sono svolte le elezioni parlamentari in Moldova, repubblica indipendente nata nel 1991, una striscia di terra stretta tra la Romania e l'Ucraina con quasi 4 milioni e mezzo di abitanti
E hanno vinto i comunisti del presidente Vladimir Nicolae Voronin, sfiorando il 50 per cento dei voti. Una vittoria ottenuta in piena legittimità, come hanno attestato gli osservatori dell'Ocse, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea. Il partito comunista governa il paese dal 2001, dopo una catastrofica gestione delle forze politiche iperliberiste che avevano ridotto sul lastrico la Moldova.
Ma quella vittoria ha dato fastidio a molti, non solo perché qualcuno ritiene inammissibile che nell'area geografica degli ex paesi socialisti dell'est europeo possano democraticamente governare i comunisti, con il consenso dei cittadini. Per quanto piccola, la Moldova (che in passato si chiamava Bessarabia e faceva parte dell'Urss) è in posizione strategica e fa gola a chi vuole ulteriormente ridurre l'influenza russa sulla zona.
Voronin vede con favore l'ingresso della Moldova nell'Unione europea, ma non intende entrare nella Nato. Così, appena finito lo spoglio dei voti, si sono scatenate violente manifestazioni anticomuniste. I dimostranti hanno preso d'assalto la sede del parlamento e della presidenza, devastandole e appiccando il fuoco: una donna è morta asfissiata. Gli scontri con la polizia sono stati violentissimi. I manifestanti, al grido di «meglio morti che comunisti», sventolavano bandiere della Romania, il paese confinante indicato dal governo come il fomentatore delle proteste. La situazione resta molto tesa e si teme che possa ripetersi il copione delle “rivoluzioni” colorate di altri paesi vicini: destabilizzare violentemente uno stato, accusare i vincitori delle elezioni di brogli, per aprire la strada al ritorno del liberismo selvaggio e all'allineamento militare con gli Usa.
Fabio Giovannini
(8.4.09)