
Saia, consigliere regionale del Pdci «c'è bisogno di medici e infermieri, il governo fermi i tagli alla sanità»
Un terremoto di magnitudo 6,3 della scala Richter ha colpito l'Abruzzo. Più di cento morti, 1500 feriti e case crollate sia all'Aquila che nei paesi vicini. Il consigliere regionale Antonio Saia del Pdci stamattina ha lanciato un primo appello:
«Chiediamo al governo di sospendere i tagli alla sanità che il commissario sta operando da quando è in carica. In questo momento i nostri ospedali devono funzionare a pieno regime, abbiamo bisogno di medici e infermieri. La situazione è grave e dobbiamo curare i feriti, il governo si preoccupi di farci operare con sufficiente personale sanitario»
Saia ha dato la piena disponibilità del gruppo del Pdci a collaborare con la Regione per intervenire nelle forme e con i mezzi a disposizione, e ha chiesto al presidente della Regione di chiedere al governo di revocare subito tutti i provvedimenti di "taglio" adottati, a partire dal divieto di stabilizzazione dei numerosi precari delle Asl e dal decreto che ha inasprito i ticket sanitari sui farmaci, « ferma restando - ha spiegato - l’esigenza di procedere sulla strada del risanamento».
Gli sfollati sono migliaia e la protezione civile sta allestendo ospedali da campo e ricoveri per le migliaia di senzatetto del capoluogo e dei 25 paesi colpiti dal sisma. Punti di raccolta per gli sfollati all'Aquila, sono stati allestiti presso la caserma Rossi, lo stadio Fattori, lo stadio di Acquasanta, il centro sportivo Centi Colella e Piazza d'Armi.
La protezione civile ha diramato un appello a non prendere la macchina per raggiungere i paesi colpiti per evitare che si intasino le strade dei soccorsi.L'autostrada A 24 chiusa per verificare eventuali danni, sarà riaperta domani mattina ma sarà percorribile solo da automobili.
All'Aquila è crollata una parte dell'ospedale (il 90% del nosocomio è inagibile) e i feriti più gravi sono stati spostati in elicottero in ospedali sicuri, una sola sala operatoria è in funzione allestita nel reparto di ginecologia. Le due principali sono lesionate e non utilizzabili. Centinaia di feriti vengono ricoverati anche nella cappella.
Attorno all'Aquila ci sono decine di paesini medievali che non hanno ospedali e nemmeno la farmacia, difficili da raggiungere, con case costruite in pietra venute giù come fossero di carta. Onna, una frazione a pochi chilometri dal capoluogo è totalmente distrutta. Duecento abitanti e sotto le macerie ci sono decine di persone, si parla di 50 morti, un quarto del paese.
Santo Stefano in Sessanio, uno dei bellissimi borghi dell'Abruzzo, diventato famoso perché restaurato con cura e diventato un albergo diffuso di fama internazionale è, come gli altri, gravemente danneggiato.
Il governo ha dichiarato lo stato d'emergenza nazionale e il premier ha rinunciato al viaggio previsto a Mosca per recarsi all'Aquila. L'epicentro tra il Lazio e l'Abruzzo è a 95 km da Roma e infatti anche la capitale si è svegliata di colpo questa notte alle 3 e mezza, quando la scossa ha colpito la regione vicina. Alcuni edifici della capitale sono stati lesionati.
Polemiche intorno alle dichiarazioni di un fisico che da settimane aveva preannunciato il pericolo: Giampaolo Giuliani, che lavora al Gran Sasso, aveva spiegato che lo sciame sismico non era da sottovalutare. Ma era stato accusato di "procurato allarme"