lunedì 30 marzo 2009

Ultimi sondaggi, comunisti al 4,9

Sondaggio Politico-Elettorale

INTENZIONI DI VOTO

Pubblicato il 27/3/2009.
Autore:
Euromedia Research (Ghial Media Srl)

Committente/ Acquirente:
Osservatorio Politico Euromedia Research. Diffuso e pubblicato da Il Giornale

Criteri seguiti per la formazione del campione:
Le interviste sono state effettuate su di un campione stratificato per sesso, età e ampiezza comuni

Metodo di raccolta delle informazioni:
Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
1.000 casi, popolazione residente in Italia, di 18 anni e oltre di entrambi i sessi appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con il telefono (Fonte ISTAT – 2008)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 23/03/2009 ed il 23/03/2009


QUESTIONARIO


QUESITO n.1


Domanda : Quanta fiducia Le ispirano….


Risposta: …Silvio Berlusconi: 65.3% …il Governo Berlusconi: 55.0%


QUESITO n.2


Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni Europee, Lei a quale partito avrebbe dato la Sua preferenza?.


Risposta: Popolo delle Libertà: 43.1% Lega Nord: 10.7% Partito Democratico: 22.4% Italia dei Valori: 7.3% Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani+Sinistra Europea: 4.9% Sinistra e Libertà: 2.4% La Destra+Fiamma Tricolore+MPA+Pensionati:2.1% UDC - Unione di centro: 5.0% Radicali: 1.3% Altri: 0.8%

Da "L'unità"


Europee, anche Salvi con la falce e martello di Ferrero e Diliberto
Alle prossime elezioni Europee ci sarà anche la falce e martello. È il simbolo presentato dal nuovo cartello comunista fondato da Prc, Pdci, Socialismo 2000 (il movimento fondato da Cesare Salvi) e Consumatori Uniti.

«Diamo vita – spiegano i fondatori – ad una lista anticapitalista che unisce una proposta politica per l'Europa. Lo facciamo insieme ad esponenti della Sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del mondo femminista, ambientalista e pacifista. La lista – aggiungono – lavora per un'uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà».

Per uscire dalla crisi, insomma, c’è bisogno di comunismo: «La crisi è un prodotto strutturale dell'attuale capitalismo finanziario-speculativo, sostanzialmente favorito dal Trattato di Maastricht che in 15 anni ha peggiorato sensibilmente le condizioni di vita e lavorative della maggioranza della popolazione europea. Ci proponiamo l'obiettivo di costruire in Italia e in Europa – proseguono – una risposta alla crisi economica puntando all'intervento pubblico e all'aumento dei redditi dei lavoratori. Ci battiamo - ha spiegato il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero – per l'uguaglianza e la libertà, mentre il Pdl al governo si batte per la disuguaglianza e il controllo dei corpi. Siamo contrari a questa destra e per questo siamo di sinistra e comunisti. Il rinnovamento – conclude – non ha nulla a che vedere con l'abiura».
28 marzo 2009